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EQR 26: Sold out per la Golden Soul Band al Rex

Magnifica seconda serata della rassegna con ospite l’ideatore del Porretta Soul Festival.

di Enrico Daniele.

Photo credit: Edoardo Varotto.

Pubblico delle grandi occasioni sabato 7 febbraio al Rex per la seconda serata della rassegna E qualcosa rimane ed. 2026 che ha riempito in ogni ordine di posto la sala osvaldina.

La Golden Suol Band ha presentato uno spettacolo che ha entusiasmato i presenti, proponendo un repertorio interpretato magnificamente dalle voci di Barbara Foglia e Giancarlo Stella con il supporto delle due brave coriste Eleonora Mozzi e Serena Corvo. Completano la line up del gruppo Carlo Santacatterina (organo e piano), Stefano Pinna (chitarra), Giancarlo Ventrella (basso), Roberto Gaspari batteria), Sandro Caruana (tromba e flicorno), Sergio Ferro (sax tenore), Michele Gagliardo (trombone) e Lucas Stefanutti (sax baritono). Ha condotto gli intermezzi Lorenzo Cavina, trait d’union tra musicisti e cantanti, con i racconti dell’epoca impreziositi dalle immagini proiettate nel grande schermo alle spalle dei musicisti.

Tutto nello spirito che contraddistingue la musica dell’anima. Quel soul, generato dalla fusione del R&B, gospel e jazz alla fine dei ’50 sotto l’egida di etichette come la Stax Records di Menphis, la Motown di Detroit, l’Atlantic Records di New York, la Chess Records di Chicago. Case discografiche che non solo hanno lanciato artisti come Etta James, Aretha Franklin, Ray Charles, James Brown, Wilson Pikett, ma nel tempo hanno creato vere e proprie comunità dove gli stessi artisti si identificavano e caratterizzavano quell’epoca carica di sonorità rimaste nell’immaginario collettivo e tutt’oggi riproposte al pubblico da numerosi interpreti.

La Golden Soul Band ne è un esempio e sabato ha dato dimostrazione delle ottime qualità interpretative. Vasto il repertorio proposto: cito, tra gli altri, i brani di Ray Charles (I got woman), Erma Fraklin (sorella e corista di Aretha) con il “Piece Of My Heart” riproposto e riportato al successo da Janis Joplin a Woodstock. Non sono mancati i brani di Wilson Pikett che omaggiava l’iconica Mustang, l’auto prodotta tutt’ora a Detriot con “Mustang Sally”; la “Soul Man” di Sam & Dave allora praticamente sconosciuti, brano – come altri – poi riportato al successo dai Blues Brothers.

Bello il confronto tra la Foglia e Stella sul “Respect” di Aretha Franklin e Otis Redding. Non potevano mancare i pezzi di Isaac Hayes (Old On I’m Coming), quello della fantastica e intramontabile Dionne Warwick (I Say A Little Praier) scritto dall’immenso Burt Bacharach. E poi Solomon Burke (None Of Use Are Free), la leonessa Tina Turner (River Deep Mountain High e Proud Mary). In omaggio al grande Otis Redding, che in soli 5 anni di attività musicale ha sfornato successi memorabili, hanno interpretato “Sitting On The Doc Of The Bay”.

Due ore di puro spettacolo, trascorse via in un attimo col pubblico che non si sarebbe mai schiodato dalle poltrone del Rex.

Finale a sorpresa con l’ospite eccezionale: Graziano Uliani, ideatore del Porretta Soul Festival cui l’edizione 2026 (23-26 Luglio) sarà la 38a. Uliani ha raccontato alcuni aneddoti sulla nascita del festival e degli episodi che hanno portato in Italia quel Solomon Burke, sconosciuto in Italia e “assolutamente inconsapevole” di avere un “fantomatico ed altrettanto inesistente fan club” con presidente lo stesso Uliani.

Sull’ “Everybody Needs Somebody to Love” nella versione dei Blues Brothers, l’esplosione dell’applauso del pubblico per la grande serata.

Soddisfazione da parte del direttore artistico Charlie Agostini e dello staff del Rex che ha curato il supporto alla serata.

Prossimo appuntamento: sabato 21 febbraio. In scena la “Medladies Band” che proporrà un repertorio di brani pop e soul dagli anni ’70 ad oggi.

Le prevendite al botteghino del Rex negli orari di apertura (biglietto euro 12 – posto numerato), o tramite il sito a questo link https://ticket.cinebot.it/rex/titolo/1000.

Tina Turner, 80 e non sentirli

Il compleanno della diva del pop-rock
di Enrico Daniele

Nata il 26 novembre del 1939 a Nutbush nel Tennessee, Tina Turner, al secolo Anna Mae Bulluck, è senz’altro una delle artiste più famose della scena musicale pop – rock internazionale. In attività sin dai primi anni sessanta, ha calcato assiduamente i palcoscenici di tutto il mondo sino al 2009, anno in cui ha deciso di ritirarsi dopo aver realizzato 20 album.

Nel 1976 la svolta nella sua vita personale ed artistica è segnata dalla fine del connubio con Ike Turner, partner violento dal quale erediterà solo il cognome d’arte. Dopo la separazione, una serie di insuccessi non piegano la volontà e la tenacia di Tina che ricomincia da zero e costruisce la sua rinascita verso la fine degli anni settanta, dopo l’incontro con il manager Roger Davies, passando dall’immagine di diva sexy a quella di star della musica. Inizia così l’attività internazionale al seguito di Rod Stewart, al quale apre i concerti e grazie a David Bowie ottiene un contratto con la Capitol Records, arrivando alla consacrazione internazionale nel 1984 con l’album Private Dancer.

La seconda metà degli anni ottanta è forse il periodo più fulgido della star, che arriverà ai vertici delle classifiche sia con la partecipazione a USA For Africa, il supergruppo che incise la canzone We Are The World i cui proventi saranno devoluti in beneficenza, ma anche con il tema portante del film Mad Max – Oltre la sfera del tuono di Mel Gibson, raggiungendo l’apice con il singolo The Best, forse il brano che più la identifica.

Negli anni novanta il successo arriva tramite il film autobiografico Tina – What’s Love Got to Do with It, dove canta la colonna sonora, e così sarà per Golden Eye, colonna sonora della diciassettesima avventura di James Bond.

Il ritiro dalle scene a fine 2009, non prima di festeggiare i suoi cinquant’anni di carriera con l’esibizione dal vivo nel Tina!: 50th Anniversary Tour.

Nel corso della sua carriera artistica ha collaborato duettando con Mick Jagger nel Live Aid, esibendosi in concerti con Bryan Adams, Rod Stewart, Elton John, David Bowie, Bono, Eric Clapton, Barry White e Mark Knopfler. In Italia è stata ospite fissa nello show del sabato sera di Rai 1 Luna Park, ospite al Festival di Sanremo e partner in duetti con Eros Ramazzotti ed Elisa.
Cittadina svizzera dal 2013 si è dichiarata buddista.

Esempio artistico per molti cantanti che si sono ispirati al suo modo di stare sulla scena, dove sofferenza, passione, tenacia e grande vocalità hanno reso intramontabile il mito vivente della Turner. Lei non appare più sulle scene, ma per lei parlano le sue canzoni, interpretate con la sua voce inconfondibile, la sua grinta, pietre miliari della musica pop-rock internazionale.