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EQR 26: Omaggio agli Stadio

I “Ragazzi Acqua e Sapone” nella prima assoluta al Rex.

di Enrico Daniele

Sabato 7 marzo con inizio alle ore 21 il Cinema Teatro Rex di Sant’Osvaldo propone la quarta serata della rassegna “E qualcosa rimane” ed. 2026.

Stavolta lo spettacolo proposto sarà un omaggio agli Stadio, una delle band che ha caratterizzato la musica italiana tra la fine degli anni ’70 – quando erano gruppo di supporto a Lucio Dalla – sino agli anni 2000 culminati con il successo al Festival di Sanremo del 2016 con il brano “Un giorno mi dirai”. Molto apprezzato il loro ritorno sul palco dell’Ariston proprio nell’ultima edizione della kermesse italiana quando, nella serata “cover”, hanno cantato “L’ultima luna” di Dalla in coppia con Tommaso Paradiso.

“Sin da giovanissimo ho apprezzato gli Stadio – ci racconta Andrea Badan, direttore artistico de “I Ragazzi Acqua e Sapone” – Ho sposato subito i loro gusti musicali e lo scorso anno ha iniziato a prendere forma un’idea che avevo da tempo, cioè quella di realizzare uno spettacolo in omaggio alla band di Curreri & C.”

Notevole l’influenza di Dalla nel percorso artistico della band nata a Bologna nel 1977 e la proposta di sabato prossimo si lega a doppio filo con quella del Direttore Artistico della rassegna Charlie Agostini, che con la Compagnia Strapalco sin dal 2023 omaggia Dalla con “Domenico Sputo, in arte Lucio Dalla”, la pièce che infila “sold out” ad ogni rappresentazione.

“Lo spettacolo che proporremo – continua Badan – è costruito ispirandoci a Stadio Mobile Live, primo album dal vivo degli Stadio del 1993, con arrangiamenti sviluppati personalmente e adattati strada facendo alle caratteristiche dei componenti della band”

Band composta, oltre che da Andrea Badan (piano), dalle voci di Marco Mengato e Romer Marini; dalla batteria di Denis Centanin, il basso di Giulia Falcomer, la chitarra di Davide Mangano, e dalla sezione fiati con il sax di Matteo Pescarolo, la tromba di Thomas Vedovato e il trombone di Felicia Porter. Voce narrante Donatella Badan.

Realizzazione grafica e organizzazione a cura di Alice Bortoletto. Sound engineer Filippo Archesso e Light designer Ionel Boldescu.

Premesse, queste, che pongono molte aspettative all’affezionato pubblico del Rex per il prossimo sabato.

Come di consueto, la corsa all’accaparrarsi il biglietto per la serata è iniziato da tempo ma qualche posto è ancora disponibile per gli ultimi ritardatari.

Sarà possibile effettuare l’acquisto del biglietto (euro 12 – posto numerato) presso il botteghino del Rex negli orari di apertura, o tramite il sito a questo link https://ticket.cinebot.it/rex/titolo/1000.

Vento di passione: Pino Daniele e Giorgia interpretati da Rita Muro.

Seconda entusiasmante serata al Rex per la rassegna “E qualcosa rimane” ed. 2025.

di Enrico Daniele

Al direttore artistico Charlie Agostini piace vincere facile.

E non poteva essere certo diversamente sabato 8 febbraio nella seconda, meravigliosa, serata della rassegna “E qualcosa rimane” edizione 2025, la decima, quando sul palco del mitico cinema Rex è andato in scena lo spettacolo “Vento di passione” con protagonista assoluta la splendida voce di Rita Muro.

Per la seconda volta al Rex, l’interprete napoletana ma padovana di adozione, ha presentato un repertorio tagliato su misura per lei, come gli abiti indossati durante le due ore sul palco, regalando al pubblico (ndr. sold out anche sabato) un crescendo musicale che ha percorso il periodo dal primo Pino Daniele sino alla collaborazione con Giorgia, partendo però dal brano pubblicato postumo, a dieci anni dalla scomparsa del cantautore blues man napoletano, “Again” con la proiezione del video nel quale Daniele suona in casa di un altro napoletano doc, l’indimenticato Massimo Troisi.

Napul’è” del 1977, “Je so pazz” del 1979, “A me me piace o’blues” del 1980 e “Yes i Know my way” del 1981 le principali cifre stilistiche che hanno fatto conoscere Pino Daniele al grande pubblico, ed interpretate magistralmente dalla Muro, accompagnata nella sua performance da quattro talenti: Andrea Badan alle tastiere e pianoforte, curatore degli arrangiamenti e “braccio destro” di Rita; la splendida chitarra di Rudy Michelutti espressa in maniera impeccabile nelle sue forme, acustica ed elettrica, così come il tempo scandito con competenza dalla batteria di Marco Campigotto e dalla ritmica del basso di Max Braga.

Intensa e romantica la parte centrale del concerto, con il brano “Quando” (1991), colonna sonora del film di Troisi “Pensavo fosse amore e invece era un calesse” che ci ha portato alla chiave di volta dello spettacolo con “Vento di passione” – singolo scritto e cantato da Pino Daniele e Giorgia nel 2007.

Da Pino a Giorgia il passo è breve e quasi non si sente, perché è ben nota la collaborazione della singer romana che si è affidata alla produzione del cantautore napoletano per numerosi successi.

Rita Muro si dichiara ispirata da Giorgia, una “maestra” la definisce, e fa suo il vigore interpretativo, cantando con grande “naturalezza” brani dalle estensioni incredibili per noi comuni mortali, marchio di fabbrica di Giorgia.

La gradevolissima sorpresa, tenuta nascosta ai più, l’invito a salire sul palco a due grandi amici di Rita: Marco Mengato e Laura Pirri che con lei hanno un sodalizio artistico “vecchio” ormai di vent’anni, i “Whitevoices”, apprezzatissimo vocal trio soul-gospel-funky, con il quale infiamma il pubblico sulle note di “Di sole e d’azzurro”, brano del 2001.

Un finale di concerto in crescendo con “Il mio giorno migliore”, “C’è da fare”, un “Nessun dolore” di battistiana memoria e “Spirito libero” che anticipa il bis finale con “Vivi davvero” che chiude un concerto ben fatto, curato nei dettagli dalla regia di Alice Bortoletto.

Prossimo appuntamento della rassegna il 22 febbraio con il trio acustico LDL, con protagonista femminile Laura Tiberi.

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